Viaggio in ALBANIA: ZEN Terapia in GERIATRIA

I report dei nostri eroi...

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Viaggio in ALBANIA: ZEN Terapia in GERIATRIA

Messaggio da anziano » domenica 16 luglio 2017, 21:57

    Raid d’Albania – parte prima - Prologo

    Pensiero ZEN: Un viaggio di 4.000 Km. comincia con il primo passo


    Tutto è nato in un caldo giorno dell’agosto 2016 mentre io, Ivo e Diego stavamo rientrando verso casa dalla Grecia e si era di passaggio per l’Albania. È bastata una frase dell’amico Ivo, ad innescare la scintilla: “Caspita se è bella l’Albania e guarda quanti sterrati ci sono. Qui si corre il famoso Rally d’Albania, ho visto filmati spettacolari; mi sa che ci sarebbe da divertirsi……”.
    Nessuno dei due, però, in quel momento, aveva recepito il tono sospeso e sornione della sua frase :roll:
    Infatti, nella mia ignoranza generale, ma penso anche in quella di Diego, non percepivo esattamente cosa volesse significare "Rally d’Albania" se non semplicemente tour o giro a tappe rispettando tempi e percorso..... ovvio che al buon Ivo non parve vero sentirsi dire, “Si, dai, organizziamo”.
    E fu lì che è stato come affidare ad un lupo la guardia di un gregge! :mrgreen:
    È stato duro l’inverno del buon Ivo. Ricerche, verifica documentazione, verifica delle tratte fatte dai Rally d’Albania nei vari anni, vedere come inserirle nella costruzione di un nostro percorso senza tralasciare importanti luoghi da visitare, logistica e quant’altro. E poi il passaggio del testimone a Diego, mago smanettatore di Apple, con l’arduo compito di tradurre il tutto in tracce per il Garmin.
    Ed eccoci alfine giunti ad una piovosa sera di giugno 2017 in cui inizia l’avventura di cinque “diversamente giovani” che, pensando di rinverdire la loro adolescenza con motorelle “vintage” partono via Balcani direzione Albania, cinque inguaribili Peter Pan:

    Ivo: detto Sport-Ivo o Super-Ivo, seminatore di idee. Nostro TEAM LEADER (termine anglofono che fa molto chic ma, tradotto in Veneto è semplicemente “El Capojiita”, che in italiano sarebbe poi “Capogita”. :lol:

    Diego: Mago Apple e grande illusionista. È colui che, istigato da Ivo, riesce a collegare le tracce anche dove non ci sono. Il suo motto: “sul PC tutto si può……” :-D

    Martino: meglio conosciuto come Dido, il nostro “Buon Cane Pastore” che, come nel suo stile, ha fatto quasi il doppio dei nostri chilometri andando avanti e indietro a fare la staffetta e poi, stanco e appiedato, si è fatto trasportare. :cry:

    Fiorenzo: il meccanico; direi l’unico Saggio del gruppo. Molto pericoloso però quando si mette gli occhiali per controllare le moto, senza parlare poi di quando si infila i guanti…. :wink:

    Aldo, più conosciuto come Anziano, soprattutto di fatto. Contabile e tesoriere nella vita ex lavorativa ed ora “spintaneamente” incaricato dagli amici alla stessa attività anche nel divertimento. :oops:

    Ed infine loro, le regine ed attrici principali di questo Raid:
    • Yamaha Ténéré 34L del 1983
    • Honda XL650 del 1983
    • Kawasaki KLE 500 del 1999
    • Suzuki DR650 del 1999
    • Honda Transalp del 2003
    Riusciranno i nostri cinque “adolescenti vintage” e le loro attempate puledre nell’impegnativa missione?
    Se avrete la pazienza di leggere, la lunga storia ha inizio.

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    Re: Viaggio in ALBANIA: ZEN Terapia in GERIATRIA

    Messaggio da anziano » domenica 16 luglio 2017, 22:32

    Raid d’Albania – parte seconda – viaggio di trasferimento in andata
    Martedì e mercoledì 6 e 7 giugno 2017

    Pensiero ZEN: Il forte supererà un ostacolo; il saggio, l’intero percorso
    [/
    b]

    Ore 22,00 di martedì 6 Giugno 2017 ritrovo a casa di Ivo Sport-Ivo, in quel di Romano d’Ezzelino, per le ultime verifiche e caricamento delle tracce sui due navigatori: quelli di Ivo e Martino; il tutto avviene sotto la supervisione del Conte Wlaad, insostituibile consulente di fiducia di Ivo Sport-Ivo.

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    Grande è la soddisfazione che si legge nel viso del nostro “Buon Pastore” che è già entrato nel suo carismatico personaggio

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    Fuori piove a dirotto. Che fare? Manca ancora Fiorenzo, bloccato per strada dal nubifragio. Si attende. Dopo una mezz’ora eccolo che finalmente arriva, bagnato più che mai. S’ode allora nell’aria una squillante voce che dà la sveglia e la carica al tempo stesso: SI PARTEEEEEEE !!
    Ebbene sì, è lui, il nostro Team Leader alias “Capojiita”, anch’egli calatosi nella parte di carismatico personaggio di “Rabdo-biker”, versione 2.0 del vecchio e superato rabdomante al quale è stata implementata l’App “tracciati off”. Ed ecco il percorso previsto per questa tappa di trasferimento

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    Ad immortalare l’avvio sotto l’acqua chi poteva essere se non il nostro Conte Wlaad?

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    Si viaggia sotto la pioggia più o meno fitta sin quasi all’autogrill di Gonars dove facciamo la prima sosta per un caffè. Si riparte subito e si continua tutta la notte…. 90/100 km/h. all’ora seguendo la costa, brevi soste, zero traffico. Non bisogna subito tirare il collo alle nostre “puledre”, devono anche riportarci a casa.

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    Ed in una di queste soste in qualcuno comincia ad affiorare la stanchezza per la noiosa e insonne notte di guida

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    Ma, imperterriti, si prosegue perché bisogna arrivare a Podgorica, in Montenegro, dove è previsto il primo pernottamento dopo 1.000 km. di viaggio.
    Però, se la stanchezza è tanta il corpo non deve soffrire e allora il nostro Team Leader, alias “Capojiita” decide che alle 15 si pranza…… non prima perché è meglio portarci avanti il più possibile nel percorso: però, ne sa una più del diavolo :twisted: su come combattere la stanchezza!

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    In serata si arriva finalmente a Podgorica: una bella doccia, una tranquilla cena ed un comodo letto contribuiscono al recupero delle forze per le fatiche che ci attenderanno il giorno successivo.
    Cosa si farà mai domani? Se avrete la pazienza di leggere la prossima puntata lo saprete.


    Giovedì 8 giugno 2017 – Da Podgorica a Scutari

    Partenza da Podgorica ore 8,45. Il programma prevede di entrare in Albania per il valico di frontiera di Gosinje - Vermosh.

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    Si esce quindi dalla città direzione est-nord-est e la strada è subito costellata da vari cantieri stradali gestiti da una multinazionale impresa cinese

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    Qualche breve sosta per riposare le “chiappe”

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    e poi via di nuovo perché il tragitto è lungo ed i lavori dei cantieri stanno ritardando la tabella di marcia

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    Altra sosta per vestirci visto che il tempo minaccia acqua

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    Bello e selvaggio è il paesaggio montenegrino in questa parte montagnosa del paese

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    Giunti ad un passo, in località Matesevo-Andrijevica, ci fermiamo per il pranzo e, stranamente, è passato da poco mezzogiorno…… vuoi vedere che il “Capojiita” sta poco bene?

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    Caratteristico il locale e caratteristico il personaggio che qui abbiamo incontrato, oltre ad un giornalista sloveno in viaggio di lavoro per raccogliere dati e foto destinati alla pubblicazione di un suo libro. Ci ha fotografati ed ha fotografato le nostre moto. Saremo fra poco dei Divi.

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    Si riparte e, finalmente, giungiamo alla dogana montenegrina

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    Poche centinaia di metri e ci attende quella albanese

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    E qui nasce il primo problema: non è attivo lo sportello per stipulare la polizza assicurativa per gli automezzi: il posto di frontiera è piccolo ed il servizio è attivo solo in piena estate. Ci invitano a ritornare in Montenegro ed entrare in Albania per la dogana di Hani i Hotit dove si può stipulare l’assicurazione per le nostre moto.

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    Ma siamo matti? Rifarsi a ritroso tutto quello fatto il mattino e sono da poco passate le 14? Inizia così una paziente trattativa e, facilitati anche dal cambio turno del responsabile di dogana finalmente, dopo quasi un’ora, ci fanno passare con la promessa di andare subito a Hani i Hotit e stipulare là la polizza motoveicoli. Fatta la promessa……… da “marinaio” :mrgreen: , ripartiamo velocemente perché abbiamo già perso troppo tempo e dobbiamo ancora fare gli ultimi 100 chilometri per arrivare a Scutari e non sappiamo come siano le condizioni della strada che avevamo letto essere non asfaltata.
    E così sembra, ma l’illusione dell’off dura solo 500 metri e poi asfalto e recente pure! Vista la vicinanza della rinomata località turistica di Vermosh, al volo decidiamo di fare una piccola deviazione per vederla

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    Un breve giro nell’area a testare queste belle strade turistiche

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    e dopo aver lavato le ruote in qualche guado, il “Buon Pastore”, sostituendosi al “Capojiita”, in atteggiamento western come in “sfida all’ OK Corall”,

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    ci dà la sveglia con un: “Xe tardi, via. Basta divertirse, anca par la xente che vede e che sente.”.

    Si riparte. Bella la strada, ma troppo asfaltata e con un nuovo tracciato che ha eliminato il vecchio percorso sterrato. Molto belli però i paesaggi.

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    e bello anche percorrere questo tratto di strada che ricorda un “piccolo Stelvio”

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    Ma poco più avanti il “luciferino” :twisted: genio del “Capojiita” Ivo Sport-Ivo decide che bisogna intrufolarsi in una laterale sterrata perché la traccia sul suo navigatore la indica come percorso della vecchia strada sterrata, ora abbandonata dopo i lavori di costruzione.

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    La cosa ci va bene per un bel tratto e si raccorda più a valle sul nuovo tracciato asfaltato. Beh, abbiamo by-passato un bel pezzo di asfalto e ci siamo divertiti. Ringalluzziti da questa possibilità, si ripete l’esperimento alla successiva deviazione e allora giù per ripide e sassose pendenze…. ma qui la sorpresa: il tratturo finisce davanti ad un dirupo, conseguenza dei lavori del nuovo tracciato. Siamo quindi costretti a ritornare indietro e proseguire per asfalto.

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    Qualche chilometro di noioso bitume e un’altra illuminante pensata :idea: del “Rabdo-biker” Ivo Sport-Ivo che ci fa fermare in vista di una nuova deviazione sterrata.

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    Mumble, mumble, mumble…… la mente di Ivo Sport-Ivo comincia ad elaborare: “……stando alla mia sensazione e vista la direzione, questa deviazione dovrebbe portarci sulla strada che da Scutari sale a Theth, cioè quella che dovremmo fare domani. Diano un’occhiatina alla carta”.
    Orca se ha ragione! Ma come fa?! :o

    Compiaciuto per l’esattezza della sua intuizione passa alla fase due del suo contagio :twisted: con un: “Ma allora perché non la percorriamo, così almeno non ci annoiamo con tutto l’asfalto sino a Scutari?”
    Lui lo dice e noi…… senza difese immunitarie ci lasciamo gioiosamente contagiare: tutti in giostra! :P

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    Che goduria :P ! Giungiamo alfine in uno sperduto villaggetto (tre case, due vacche, un cimitero, un uomo ed una bambina) dove ci concediamo qualche minuto di sosta

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    e poi via, di corsa verso Scutari dove finalmente giungiamo alle 20, stanchi ma soddisfatti di questa prima impressione ed “interpretativa visione” :idea: del percorso da parte di Ivo Sport-Ivo.

    Cena e giretto serale per Scutari

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    Domani ci attende la salita a Theth, ma soprattutto il “ritorno”.
    Riusciranno i nostri cinque “adolescenti” nel loro programma?
    Chi ha pazienza nel leggere lo saprà alla prossima puntata.

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    Re: Viaggio in ALBANIA: ZEN Terapia in GERIATRIA

    Messaggio da anziano » domenica 16 luglio 2017, 22:53

    Raid d’ Albania – parte terza – inizia l’avventura

    Venerdì 9 giugno 2017 – giro ad anello: salita da Scutari a Theth e rientro

    Pensiero ZEN: Cadi sette volte, rialzati otto


    Senza Lek albanesi e senza assicurazione dobbiamo dedicare circa un’ora e mezza per ricercare un’agenzia assicurativa e stipulare le polizze per le cinque moto. Assolto questo compito primario bisogna ora trovare un’agenzia di cambio e qui, mentre gli altri beatamente si riposano,

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    tocca a me, come tesoriere “spintaneamente” proposto.
    Appena arrivo con il cambio valuta e cassa comune il nostro carismatico “Team Leader”, alias “Capojiita”, esordisce: “Ragazzi, la tappa di Theth è una di quelle del Rally d’Albania. È una tappa corta, complessivamente sono circa 160 km. tutto il giro.

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    E qui, solo alla sera, capirò che “corto” non vuol dire “breve”: beata ignoranza! E mi sovvien pure una variante da apportare al famoso Cantico delle Creature di San Francesco: “beati gli ignoranti perché non sanno quello che li attende….”
    Ore 10,30 finalmente si parte per la SH1 e poi, all’altezza di Koplich, si imbocca la SH21 direzione Bogë sino al Passo sopra Fushë-Okol dove si entra nel parco di “Kombëtar i Thethit”. Tutto asfalto, anche ben messo e paesaggi molto dolomitici

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    Al passo un cartello

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    e l’asfalto finalmente lascia il posto allo sterrato con panorami mozzafiato

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    La strada, a tratti anche sufficientemente ben messa, scende più o meno ripidamente nella valle dove sorge il minuscolo abitato di Theth

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    Una sosta per riposare “i ciapet” e per togliersi la polvere in gola con un sorso d’acqua

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    Qui scopriamo che qualcuno, per alleviare la sofferenza dei “ciapet”, a Scutari ha racimolato dal garage dell’Hotel qualche foglio di gomma piuma

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    Si riprende la discesa

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    E giungiamo finalmente a Theth. E’ ora di pranzo e decidiamo di salire alla vicinissima località Gjecaj, invogliati, oltre che da un bel cartello indicatore, anche dalle graziose costruzioni che da sotto vediamo.

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    Arriviamo alla struttura pubblicizzata nel cartello visto poco prima. E’ un gran bel fabbricato, tutto pietra faccia a vista, che dà alloggio ai turisti. Se danno alloggio daranno anche da mangiare è il nostro pensiero. Il luogo ci ispira, vuoi per la posizione, vuoi per la simpatia della proprietaria e dell’addetto alle manutenzioni: Nicola, che parla un ottimo italiano avendo lavorato in molte parti d’Italia, dalla Puglia alla Lombardia e Veneto passando per la Toscana.

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    Scelta azzeccatissima e, per usare un anglicismo, “in time” visto che ormai è l’una.

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    Con questa bella giornata meglio mangiare fuori

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    Soddisfatti i bisogni primari, via si riparte! Ci attendono oltre 50 km. di sterrato e che sterrato Da questa esperienza capisco che qui le distanze non ha senso misurale in chilometri ma, bensì, in ore di percorrenza. Le foto non rendono merito alle difficoltà dei numerosi passaggi, alcuni dei quali al limite del motoalpinismo, anche perché in quei momenti e luoghi a nessuno è venuto in mente di fermarsi per uno scatto fotografico.

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    Arriviamo comunque a Scutari alle 20,30: giornata piena e ben cotti.
    A cena il nostro “Team Leader” esordisce con: “Domani giornata tranquilla, di trasferimento. Da informazioni raccolte tramite il proprietario dell’hotel non possiamo usufruire del caratteristico traghetto che ci avrebbe portato sino a Koman perché rotto. Metteremo quindi in atto il piano “B” che prevede tutto il percorso stradale da Scutari a Kukes con deviazione passando per Pukë, Fierze, Bajram Curri, ed andiamo a vedere il Parco di Valbona. Poi ritorniamo a Fierze e ci dirigiamo a Kukes. Quello di domani, infatti, sarà un lungo tappone di trasferimento di circa 380 km.”.
    Vista l’esperienza di oggi, una domanda mi sorge spontanea: se “corto” non vuol dire “breve”, “tappone” come lo devo interpretare? :?:
    Se avrete pazienza lo scoprirete alla prossima puntata.

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    Re: Viaggio in ALBANIA: ZEN Terapia in GERIATRIA

    Messaggio da anziano » domenica 16 luglio 2017, 23:05

    Raid d’Albania – parte quarta – l’avventura prosegue

    Sabato 10.0.2017 – Scutari – Kukes

    Pensiero ZEN: Non si può cambiare la direzione del vento ma si possono sistemare le vele in modo da poter raggiungere la destinazione



    Partenza ore 8,30 da Scutari. E qui, dovendo fare tutto per asfalto, scopriamo il vero significato di “tappone”: molta monotonia.

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    Tutto un dentro e fuori, in quota, lungo costoni di interminabili catene montuose. Bei panorami, senza dubbio, ma sempre uguali, asfalto e monotonia. Per fortuna la strada asfaltata era bella sporca di brecciolino, terriccio, ghiaia, sassi, senza protezioni a valle, scoscesi dirupi: almeno l’attenzione alla guida ha contenuto un po' la noia di questo viaggiare, anche se un po' a discapito dei tempi di percorrenza.

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    E la noia del viaggio è ben interpretato dal nostro “Buon Pastore”

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    Finalmente si entra nel Parco di Valbona.

    Orrore: tutto asfalto sino alla fine della strada, larga e anche ben messa. Una strada che muore alla testata della Valle, luogo incassato, circondato da montagne; percepisco una sensazione di angusto. Vi sorge un ristorante e qualche abitazione/bungalow per vacanze. Sicuramente il bello di questo parco è salire in quota e percorrere i numerosi sentieri che da qui partono…… ma noi non siamo venuti per scarpinare.
    La mia prima impressione è stata quindi: abbiamo dedicato oltre 100 km. per questa deviazione per niente. E allora non resta che consolarci con il pranzo: trota ai ferri, insalata greca ed una bella birrona.

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    Pranzato, si ridiscende: ci aspettano ancora 170 km. circa sino a Kukes. Sulla carta saranno come quelli del mattino: una monotonia totale.
    Ma anche qui il “luciferino genio” :twisted: del nostro “Team Leader” con il suo cervellotico “Mumble, Mumble, Mumble” inventa, strada facendo, una variante rispetto al piano prestabilito :idea: . Non chiedetemi dove e in che direzione :arrow: ; so solo che si infila in un bellissimo sterratone che non si sa dove porti ma, lui, col suo fiuto e sensibilità di “Rabdo-biker” ha percepito che il manubrio del suo Ténéré 34L cominciava a vibrare :mrgreen: e…. allora non ce n’è stato più per nessuno, giù tutti a rincorrerlo.

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    Giungiamo alfine a Kukes, ma l’hotel non è qui. Dobbiamo infatti percorrere un’altra trentina di km. circa perché si trova sulla strada per Peshkop. Poco male, tutta strada risparmiata per domani penso io.
    Arriviamo in hotel verso le 20 circa. Per usare una espressione sboccata, in uso tra la gentaglia “pulp”, direi: un posto “in [termine censurato] al mondo”. Solo l’hotel ed una centrale elettrica…. Mah! Tra l’altro, l’impressione è quella di essere su un set di un film dell’horror. Però è un quattro stelle su booking.com!
    Si, quattro stelle, ma di un vecchio hotel di regime anni ’70, quindi anacronistiche.
    Quarto piano, senza ascensore. A cena: questo non c’è, questo non c’è, questo non c’è…… possiamo però fare agnello alla piastra. Va benissimo, basta che ci sia la birra!

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    Prima di coricarci il nostro “Team Leader” ci carica con un: “Ragazzi, domani altra tappa un po' lunga, circa 320 km.; faremo anche un paio di tratti dove sono passati col “Rally d’Albania”.
    Gli fa prontamente eco il mago ed illusionista Diego con una frase: “Chef, quella di domani è la tappa dove non ho trovato la traccia di raccordo fra i due tronconi di percorso…..…” e lascia la frase in sospeso.
    Anche se lo sapevamo, attimo di “assordante silenzio” (ditemi ci voleva un “ossimoro” :mrgreen: ). Infatti, un conto è averlo sentito “en passant”, un altro sentirselo confermare!
    Ma qui emerge tutta la stoffa del “Capojiita” e nostro Angelo Custode :twisted: con la sua rassicurante risposta: “quando saremo là vedremo, qualcosa si trova sempre!” :wink:
    Domanda spontanea: Intendeva tranquillizzare gli animi? :shock:
    Anche se siete curiosi di conoscere il seguito, dovrete purtroppo attendere la prossima puntata.

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    Re: Viaggio in ALBANIA: ZEN Terapia in GERIATRIA

    Messaggio da anziano » domenica 16 luglio 2017, 23:33

    Raid d’Albania – parte quinta – l’avventura prosegue

    Domenica 11/6/2017 – Kukes – Korçë passando per Peshkop, lago Ohrid, Librazhd, Pogradec

    Pensiero ZEN: La tentazione di arrendersi è molto forte quando si è in prossimità della vittoria


    Colazione di buon’ora e “briefing” sul percorso. Tappa odierna di 320 km. circa…….. quanto circa :?: ?

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    La notte ha piovuto e anche bene. Si parte con un cielo ancora minaccioso e con qualche goccia d’acqua portata dal vento
    Pochissimi km. di asfalto e poi il “Rabdo-biker” Ivo Sport-Ivo, percependo le classiche vibrazioni al manubrio del suo 34L :mrgreen: , si intrufola in uno sterrato che corre dolcemente fra ondulati declivi dalle macchie di colore a mo’ di tavolozza. La pioggia della notte sembra essere stata anche ben assorbita dal terreno e non ci sono molte pozze o fango.

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    Il paesaggio cambia rapidamente: ora lo sterrato corre lungo un fiume, ora rientra e risale la montagna, ridiscende verso il fiume, lo ricosteggia. Lo attraversa e poi se ne riallontana. Bello il colpo d’occhio nel suo insieme e grande carica dentro di noi per questo bel percorso, polveroso e a tratti anche leggermente impegnativo.

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    Dopo oltre quattro ore di pressoché ininterrotta percorrenza, verso l’una giungiamo a Librazhd dove decidiamo di fermarci per un boccone e fare il punto della situazione

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    Qui è anche l’occasione per porre rimedio alla perdita dello scorricatena della moto di Martino. E ti credo, con tutti i salti fatti per scendere da Theth…. Ci soccorre una canna dell’acqua dalla quale ne tagliamo un pezzo e lo fissiamo al suo forcellone

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    Dopo la sosta pranzo si riparte da Librazhd e la strada, sempre polverosa, è ancora invitante: un lungo sterratone, leggermente ghiaioso

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    Lungo il tragitto anche qualche bella “chicca” storica come le vestigia di un antico ponte, sembrerebbe romano ma, forse, più probabilmente è di epoca ottomana.

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    La strada inizia ora ad inerpicarsi

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    e si giunge ad un colle, caratterizzato da un torrione di roccia

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    Di qui è passato il Rally d’Albania, precisa il nostro “Team Leader”. Sono costretto a fermarmi perché ho problemi con la targa che si sta staccando…. sempre colpa dei salti rientrando da Theth. Fiorenzo mi dà una mano e, per fortuna, non inforca gli occhiali e neppure i guanti

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    Poco più avanti si vede il lago Ohrid

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    La strada inizia a scendere ed il tempo minaccia acqua. Bisogna fare presto perché, se piove, il terreno argilloso della stradina diventerà una pista impercorribile, un lungo, pericoloso e scivoloso toboga

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    Ad un tornante il “Team Leader”, con decisione, prende una deviazione che proprio da lì si stacca! Tutti fermi. Consulto fra i vari Garmin.
    Navigatori o non navigatori il “Rabdo-biker” sentenzia: “mi vibra il manubrio del 34L :mrgreen: (che novità! :lol: ), quindi Il Rally d’Albania ha preso questa direzione. Si by-passa la principale che scende subito in valle e questa variante percorre invece il costone della montagna ed in fondo i due tracciati si ricongiungono :| ”.
    La domanda sorge spontanea: Ma, magari in un’altra vita, il “Team Leader” è forse già passato di qua? Oppure ha fatto il giudice di gara in un Rally d’Albania? Come fa a sapere ma, soprattutto, ad essere così sicuro?
    Ci fidiamo ciecamente e così, tanto per usare un elemento olofrastico, cioè una sola parola in luogo di una intera frase ......... MIZZICAAAA !!!
    Guardate e dite un po' voi la vostra :shock:

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    Si scende, si fa funambolismo, ci si appoggia a terra, ci si aiuta, ci si prende indietro, ci si ferma, qualcuno va in avanscoperta…. Non c’è che dire, noia non se ne prova di sicuro!
    Finalmente, dopo tanta tribolazione si arriva in un mini villaggio, perso proprio nel nulla. Evviva, c’è anche una persona.

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    Ma se qua vivono dovrà esserci una strada percorribile con un mezzo a motore che sale dalla valle, o no?
    Qualche gesto, qualche indicazione da parte della persona e si prosegue per tratturi impestati sino ad un punto dove profondi fossi, simili a trincee, rendono impercorribile la strada.

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    Che si fa? Osserva a destra, osserva a sinistra, osserva il ripido pendio con l’erba alta che abbiamo di fronte ……. in effetti un tratturo che scende fra l’erba alta par di intuirlo. Sembra di essere sulla sommità di un trampolino erboso pronti a lanciarsi per il salto…. Urca veh! Adrenalina!! Ammesso che si scenda, se ci sbagliassimo e dovessimo risalire?
    E qui la rassicurazione del buon Diego giunge a fagiolo: “….. Ecco, questo è il punto dove la traccia si interrompeva e non c’è collegamento con la successiva”.
    Si va bene Diego, ma come è stato affrontato e risolto il problema? Semplice, risponde lui: tirando una riga diritta sulla mappa del PC fra il punto di fine e quello di inizio della successiva….
    A posto siamo! Vuoi vedere che la riga diritta è il trampolino erboso che abbiamo davanti? Poche ciance, siamo o non siamo enduristi? Uno alla volta giù tutti per la discesa: BANZAIIII !!!! Adrenalina a 1000 ma arriviamo tutti sani e salvi sullo stretto pianoro sottostante e qui un segno più evidente di tratturo che prosegue verso uno scivoloso guado non visibile dall’alto. Riparto per primo mentre gli altri attendono l’ultimo che sta scendendo. Passo il guado con un mezzo carpiato e spaccata alla Nureyev e raggiungo il “Team Leader” che era già avanti. Lo trovo ai bordi di un altro guado, questo sì un po' più “rognoso”.
    Arrivano anche gli altri. Consulto su come proseguire visto che c’è il fiume, acqua mediamente profonda, sassi grossi pieni di scivolosissimo muschio, meglio conosciuto come “lispio” in dialetto veneto: difficile anche camminare e rimanere in piedi.

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    È tardi e siamo stanchi. Si tenta quindi una ispezione a piedi per scegliere il percorso meno scivoloso

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    Io nel frattempo cerco sulle mappe off line del cellulare se la stradina che vediamo dall’altra parte ha uno sbocco

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    Via, parto io per primo e stavolta riesco finalmente a completare il mezzo scivolone abbozzato il guado precedente; la moto si appoggia in acqua sostenuta dalla borsa destra: porca miseria la biancheria chissà in che condizioni sarà. Problema anche a risollevare la moto: si scivola da tutte le parti, ma con l’aiuto dei compagni riesco a ripartire e raggiungere il lato opposto.
    Pian piano, forti dell’insegnamento che ho appena loro esposto, gli altri riescono a passare senza cadute
    Manca solo Martino il quale, da navigato interprete, passa alla grande esibendo un bellissimo “doppio loop” a gambe aperte

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    Finalmente approdiamo tutti dall’altra parte. Si riparte e il tratturo a mano a mano che si avanza migliora nel fondo e, finalmente, siamo fuori dalla valle. I navigatori ci dicono ancora 25 km. a Korçë.
    Arriviamo in hotel alle 21, 00.
    Dopo aver cenato, ho passato buona parte della notte con il phon dell’hotel ad asciugare gli stivali e la biancheria che si era inzuppata nel guado: vi lascio immaginare com’ero il mattino.
    Vista la pesantissima giornata appena trascorsa, riusciranno i nostri eroi, ora anziani, stanchi, “ematomizzati” e doloranti a ritrovare la forza di ripartire il mattino successivo?
    Lo saprete se avrete la pazienza di leggere la prossima puntata.

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    Re: Viaggio in ALBANIA: ZEN Terapia in GERIATRIA

    Messaggio da anziano » domenica 16 luglio 2017, 23:56

    Raid d’Albania – parte sesta – l’avventura prosegue

    Lunedì 12/6/2017 – Korçë – Argirocastro

    Pensiero ZEN: La mente può rendere il paradiso un inferno e l’inferno un paradiso
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    Colazione ore 7.
    Ed è bello iniziare la giornata sentendo la calda e rassicurante voce del nostro “Team Leader” che così si esprime: “Ragazzi, oggi tappa più corta e assai meno impegnativa di ieri”.
    E tte ccredo” direbbero i romani, difficile trovarne una così impestata. Ma dopo un attimo di riflessione qualcuno di noi, che poi sarei io, se ne esce con: “scusa Capojiita, più corta? Mica tanto: oggi sono previsti 248 chilometri!

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    Senza lasciarmi terminare la frase il “Team Leader e Mega Direttore galattico” risponde: “Ma sono molto più scorrevoli”. Ed il bello è che lo dice in un modo che sembra aver già fatto o, quantomeno, visto il percorso …. Ogni giorno che passa mi sorprende sempre di più questo “Capojiita”: sarà la potenza della suggestione?
    Ore 8,15 si parte per un’altra avventura. Qualche chilometro di asfalto e poi via, si imbocca una deviazione sterrata. Una bella strada ghiaiosa e sassosa che dapprima si inerpica con ripide svolte, poi corre “quasi” dolce” su ondulati declivi. Ma vuoi proprio vedere che il “Team Leader” è mezzo veggente?

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    La strada comincia ad addentrarsi in un bosco…… e qui la musica cambia: canali, fango, qualche tratto sassoso ma scivoloso a causa di un velo di fanghiglia frammista a foglie……Qualche appoggio delle moto, qualche incagliata per essere scivolati nei canali ma, alla fine, la strada sbuca a bordo di una spianata caratterizzata da un bel laghetto. Un “silenzio assordante” (ditemi che ci voleva un altro ossimoro :mrgreen: ), manco le mosche o gli insetti si odono.

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    Si prosegue e la stradina rientra nel bosco. E’ solcata da profonde carraie, sale sino a giungere ad un’altra spianata dove, con nostra grande sorpresa, troviamo un insediamento provvisorio di alcune tende, un gruppo di carbonai al lavoro che stavano scoperchiando cataste ancora fumanti dove avevano prodotto il carbone di legna ed altre cataste in allestimento. In un lato della spianata un ordinato cumulo di sacchi con il carbone prodotto e pronto per il trasporto a valle.

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    Ci fermiamo e un po' a gesti e qualche parola in inglese e italiano cerchiamo di chiacchierare con uno di loro per chiedere indicazioni sulla direzione per Argirocastro visto che i navigatori hanno perso la traccia e la strada che vediamo davanti a noi non ci convince molto.

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    Fortunatamente non è quella. Ottenute le indicazioni ritorniamo al limite della radura e, appena visibile per la folta vegetazione, notiamo una stradina che stacca e corre lungo il costone della montagna. La strada, scavata su rocce argillose degradate, il classico calanco, è dissestata dal passaggio di pesanti camion, il fondo poco agevole per il materiale franato la rende anche assai scivolosa. Con la massima attenzione si scende sino a raggiungere una stretta gola dove ci fermiamo per scaricare la tensione accumulata nel tratto appena percorso.

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    Il fondo è infatti peggiorato ed è aumentata la presenza, oltre che dei sassi, anche di una fastidiosa e pericolosa copertura di ghiaietto finissimo, quasi grossolana sabbia, che ne aumenta la scivolosità al transito.
    Il tracciato continua a correre sempre su costoni di franosi calanchi e l’instabilità del materiale che dilava a valle frana sulla sede del tracciato: sassi grossi, piccoli, scaglie, ghiaione, terriccio……. C’è di tutto. Alcuni cumuli sono arrotondati dal passaggio di qualche mezzo, altri devono essere freschi perché non presentano alcun segno di ruote. Situazione alquanto problematica, con il lato a valle esposto su profondi dirupi, la sede stradale a tratti assai ristretta ed il fondo di estrema instabilità. Una situazione da nervi ben saldi. Procediamo molto lentamente, tutti a vista ed io anche con salivazione azzerata. :shock:

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    Dopo qualche ora di questo difficile percorso, persi nel nulla, giungiamo ad un arroccamento di capanne e la stradina scompare. Qui, i navigatori hanno deciso di scioperare un'altra volta ma c’è, però, un cartello che conferma che siamo nel parco di “Kombëtar Bredhi i Hotovës”. Beh, se c’è questo cartello la strada deve anche proseguire, o no? Ma dov’è?

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    Ritorniamo indietro di un centinaio di metri, ad una casupola dove avevamo visto una persona. Gli diciamo solo una parola mimando il gesto di guidare: “GJIROKASTËR?” che in italiano sarebbe Argirocastro . Egli prima ci indica dove è il sentiero che scende verso valle e poi, visto che non eravamo molto convinti, ci accompagna al suo imbocco. La stradina (eufemismo) parte ripida e con sassi molto grossi ma, fatte poche decine di metri, si acquieta e si allarga un po' e, svolta dopo svolta, si delinea meglio: questo ci rasserena un po' nel nostro avanzare e proseguiamo un po' più spediti fra continui saliscendi. Molto più avanti la strada diventa una larga rotabile ghiaiosa: è fatta!

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    Finalmente si sbuca in valle e ci troviamo presso una fonte termale naturale di acqua sulfurea con tanto di bacino, persone in ammollo e l’immancabile odore di uova marce.

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    Per accedere alla fonte bisogna attraversare il fiume su di un antico ponte, presumo di fattura ottomana.

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    Martino e Fiorenzo ne approfittano subito e si tuffano anch’essi in ammollo per un bagnetto ristoratore delle fatiche appena fatte

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    Noi duri, invece, approfittiamo di un vicino baracchino, con tanto di pergola, dove ci fermiamo all’ombra per riposarci un po' e sollevare l’arsura con una bella birra fresca. Qui veniamo poi raggiunti da Martino e Fiorenzo ristorati dal sulfureo ammollo.

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    Si riparte. La strada è ancora lunga. Ci attendono ampi e veloci stradoni bianchi su quali sono in corso lavori di consolidamento preparatori all’asfaltatura alternati a tratti già completati. Un saliscendi continuo fra morbidi rilievi ed esposti pendii ci conducono ad Argirocastro dove pernotteremo due notti.
    Dopo aver raggiunto l’hotel e depositato i bagagli, approfittiamo di un lavaggio auto visto entrando in citta e far così finalmente lavare le nostre moto, lerce all’inverosimile dopo le avventure degli ultimi tre giorni

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    A ridosso dell’area lavaggio una sorpresa: un bellissimo ponte romano che, superando un profondo corso d’acqua, collega un raggruppamento di case che si intravede in lontananza

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    E domani cosa attende i nostri “diversamente giovani”? Non vi resta che leggere la prossima puntata

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    Re: Viaggio in ALBANIA: ZEN Terapia in GERIATRIA

    Messaggio da anziano » lunedì 17 luglio 2017, 0:20

    Raid d’Albania – parte settima – l’avventura prosegue
    Martedì 13/6/2017 Argirocastro – Sarande – Butrinti
    Pensiero ZEN: Ovunque tu vada, vacci con tutto il cuore
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    Oggi giornata di relax dedicata tutta al turismo culturale. Visitiamo la laguna ed il sito archeologico di Butrinti che nei secoli è stata prima una città epirota, poi romana, vescovado e nel XIV secolo passò anche sotto il dominio della Repubblica di Venezia.
    Il tragitto lungo costa tocca prima la città di Sarande che si affaccia su un’ampia e bellissima baia

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    e, dopo pochi chilometri, arriviamo a Butrinti, un gioiello archeologico per il quale non necessitano molte parole: le foto sono già eloquenti ed esplicative.

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    Visitato il sito, pranzo nei pressi della vicinissima località turistica di Ksamil

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    Si ritorna quindi verso Butrinti per prendere un caratteristico traghetto a fune che permette di attraversare il canale che collega l’omonima laguna con il mare. Vogliamo infatti ritornare ad Argirocastro per la strada interna.

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    Come sbarchiamo sull’altra sponda una breve sosta ad una antica fortezza.

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    Dobbiamo rientrare in orario perché ci aspetta ancora la visita al castello di Argirocastro, ma questa è un’altra storia e se avrete pazienza la leggerete nella prossima puntata.


    Martedì 13/6/2017 Castello di Argirocastro


    Arriviamo al castello di Argirocastro (letteralmente “Fortezza d’Argento)”. Argirocastro è una città che ci sorprende per l’architettura del suo centro storico e dal 2005 è stata eletta Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Arriviamo al Castello, posto sulla sommità della collina che domina la città e la vallata. In moto saliamo un’ampia e ripida strada di levigatissimi, consunti e scivolosissimi ciottoli piantati a terra, il classico “saliso” per noi veneti, ovvero selciato in italiano. Sono quasi le 18,00, ma le visite sono aperte sino a tardi e questo ci rincuora. Una bella passeggiata nel lungo corridoio del castello, artificialmente illuminato, fra cannoni e carri armati del Museo degli Armamenti

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    Il corridoio sbuca nel cortile panoramico interno

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    Da qui si domina la sottostante città

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    La passeggiata prosegue verso altre spianate poste sulla sommità del colle dove vi sono ruderi di fortificazione, una torre dell’orologio, una chiesa ed altri vari punti di interesse. Qui lascio la parola alle foto

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    Sono ormai le 20 e lentamente raggiungiamo l’uscita per andare a cena.
    Domani ci aspetta una tappa che ci condurrà a Berat, relativamente tranquilla, persino “rilassate” stando alle parole del “Team Leader” e già questa precisazione mi fa sorgere qualche sospetto.
    Se avrete la pazienza di leggere il seguito della puntata vi accorgerete che “Pinocchio” :mrgreen: non è solo una favola.

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    Re: Viaggio in ALBANIA: ZEN Terapia in GERIATRIA

    Messaggio da anziano » lunedì 17 luglio 2017, 0:35

    Raid d’Albania – parte ottava – l’avventura prosegue

    Mercoledì 14/6/2017 - Argirocastro - Berat

    Pensiero ZEN: Il bicchiere non è né mezzo pieno né mezzo vuoto. Il bicchiere è solo un bicchiere e il contenuto cambia continuamente a seconda della tua percezione
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    La giornata inizia presto, anche se sulla carta è una tappa relativamente breve: 203 km., ma molta montagna e l’attraversamento del Paco Naturale Kombëtar “Brehdi i Hotovës”.

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    Si parte lungo la SH4 direzione Tepelenë, Këloyre, Piskovë e qui il manubrio del 34L del “Rabdo-biker” Ivo Sport-Ivo inizia a vibrare e ci indirizza verso una sterrata che entra nel parco Kombëtar “Brehdi i Hotovës”. Una bella e panoramica strada dal fondo però quasi mai agevole dove si alternano tornanti, tratti ripidi ed esposti con attraversamenti di bosco. Superata una sella la strada scende sinuosa ma sempre abbastanza sconnessa sino all’abitato di Frashër: cinque case ed una costruzione museo

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    nel cortile del museo vi sono numerosi bambini che giocano ed un adulto assieme a loro. Ci fermiamo ed iniziamo a parlare
    Una ragazza di 13 anni

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    che parla un ottimo inglese e ci dà una serie di informazioni. Anche l’uomo parla un po' di italiano per aver lavorato anch’egli in Italia. I bambini ci fanno festa, contenti di vedere degli “stranieri” e diamo loro delle caramelle e del chewing gum che avevamo con noi.

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    È bello vedere segni di vita, di giovinezza e allegria in un luogo così lontano e non agevolmente raggiungibile. Uno spaccato di una realtà che è stato come quello della nostra in Italia 60 o 70 anni or sono.
    In lontananza incombono i famosi bunker del recente decaduto regime comunista

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    Dopo questo piacevole intermezzo riprendiamo il nostro percorso. Non facciamo a tempo a fare 100 metri che dei tre navigatori uno ha perso la traccia e due indicano direzioni diverse. Si tenta quella che ad occhio parrebbe la più logica ma, fatti pochi metri, la traccia scompare dallo schermo del Garmin ed allora si ritorna sui propri passi e tentiamo con l’altra. Qui il navigatore la riconosce ma, a naso, ci suona alquanto strana perché più che una strada sembra un ampio camminamento di animali. Ci sono però dei segni di ruote. Ormai non ci sorprende più nulla e proseguiamo. Il tratturo scende lungo ripide pareti di calanco, sempre caratterizzato da un pessimo fondo misto di sassi, scaglie e ghiaietto/sabbia, tutto già visto, solo che qui abbiamo anche profondi solchi scavati dall’acqua. Si scende con cautela ed anche un po' di strizza e si attraversa un breve rio; il tratturo risale una ripida china sassosa e dopo qualche serpentina si innesta su di una strada sicuramente più invitante. Saliti su questa strada la domanda è: si scende a valle o si sale a monte? Il “Team Leader” dice monte, ed anche gli altri due Garmin confermano. Dai, dovremmo essere sulla giusta via, così dicono anche i navigatori.
    Fatte poche centinaia di metri il fondo, da sassoso e ghiaioso, risulta essere stato tutto smosso da una ruspa: avanziamo fra terriccio e sassi, ondeggiando come ubriachi. Il caldo è terribile, non c’è aria ed io ho perso anche la mia bottiglietta d’acqua nei vari salti del percorso appena fatto.

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    Si prosegue così passando guadi e risalendo chine fino a quando i tre navigatori ricominciano a dare i numeri. Ad un bivio ci fermiamo ed il consulto delle mappe off line sul cellulare ci dicono che la strada che stiamo percorrendo muore più avanti ad un villaggio denominato Miçan, come pure muore nel nulla la deviazione che abbiamo di fronte.

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    Che fare? Si decide di proseguire sino al villaggio di Miçan, lì qualche Santo ci aiuterà nel provare a chiedere informazioni

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    Giungiamo alfine in questo minuscolo abitato. Pochissime case, qualcuna diroccata, altre all’apparenza deserte.
    Dall’uscio di una di queste curiosamente si affaccia un anziano il quale, all’ormai classico mimare e citazione del nome della città di destino, in questo caso “Berat”, con ampi ed eloquenti gesti ci conferma che la strada finisce lì. Per andare a Berat bisogna ritornare a Frashër e da lì ci cita i nomi di altri villaggi. Bisogna quindi per forza ritornare indietro. Mamma Santa, rifare tutto quel tormento…. se è stato impegnativo in salita cosa sarà in discesa? Il “Team Leader” ha decretato: DIETROFRONT !

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    E sempre lui, l’indomito “Team Leader”, ponendosi alla testa di questo manipolo di “diversamente giovani”, scomparendo rapidamente alla loro vista, con una lunga e compatta nuvola di polvere indica il tragitto da compiere a ritroso.
    Un contrattempo tecnico rallenta però il nostro avanzare: il fango delle varie pozze attraversate ha rivestito tutto il radiatore della moto di Diego la quale non ce la fa più a raffreddare. Per fortuna qui è pieno di guadi e con l’aiuto di una bottiglietta d’acqua si cerca di togliere e lavare via questo “intonaco di fango” dal radiatore.

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    Arriviamo finalmente a Frashër: sono le 15 ed il sole ed il calore sono ai massimi livelli ed i volti dei “diversamente giovani” mostrano i segni del caldo e della fatica sopportati, soprattutto quello dell’Anziano…...

    Il Saggio, Fiorenzo:
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    Il Buon Pastore, Martino: Immagine

    Mago Apple, Diego: Immagine

    Il Luciferino Capojiita Ivo:
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    e, infine io, l’Anziano:
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    Qui la fontana d’acqua fresca, vista il mattino, è presa d’assalto e ci si ristora un po’.
    Si riprende la via del ritorno ripercorrendo tutto il percorso del parco fatto il mattino e ci si riallaccia al percorso originale senza aver potuto compiere l’anello.
    Solite strade nelle più disparate condizioni e, ormai in vista dell’arrivo…… una bellissima sorpresa: strada interrotta dal fiume, naturalmente bello largo ma fortunatamente accettabile come profondità d’acqua. Non abbiamo alternative: dobbiamo guadare

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    Giungiamo finalmente a Berat alle 20,30, stanchi, distrutti ma con tanta soddisfazione dentro: siamo proprio una bella squadra.

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    Re: Viaggio in ALBANIA: ZEN Terapia in GERIATRIA

    Messaggio da anziano » lunedì 17 luglio 2017, 1:03

    Raid d’Albania – parte nona – l’avventura prosegue

    Giovedì 15/6/2017 – Berat – Kruje

    Pensiero ZEN: Non ho bisogno di un amico che cambi quando io cambio e che annuisca quando io annuisco; la mia ombra lo fa già molto bene



    Al mattino sveglia e colazione presto. Oggi ci aspetta un’altra tappa che ricomprende un tratto del Rally d’Albania (Berat - Gramsh – Elbasan).

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    La stanchezza e le conseguenze delle cadute dei giorni scorsi cominciano a farsi sentire. Non sembra, ma quasi tutte le tappe sono state alquanto impegnative ed hanno lasciato il segno: Diego, “ematomizzato”, dichiara subito che rinuncia alla parte sterrata e prosegue da solo, tutto per asfalto, sino a Kruje. Non lo si può lasciare andar via da solo, si va tutti per asfalto.
    Ivo, da buon “Team Leader” si presta ad accompagnare Diego adducendo anche lui problemi ad un fianco che gli impedirebbero di poter sopportare ulteriori sconnessi…. Vero, Falso, si sacrifica per il gruppo….? No, se anche Ivo va per asfalto, allora tutti per asfalto: il gruppo non si deve dividere.
    E qui inizia un tira e molla col “Capojiita”: andiamo tutti assieme per asfalto, No voi tre seguite il programma, SI, NO, SI, NO, SI…. Alla fine, dopo inefficaci ed arrabbiate insistenze, il “Team Leader” usa la sua arma segreta :twisted: e se ne esce con uno spiazzante: “fatelo per me questo tratto del rally d’Albania, solo fino a Gramsch che è la parte più bella. Se lo fate voi è come se lo facessi anch’io. Datemi la soddisfazione dopo che l’ho studiato e programmato da casa”.
    Neppure Lucifero sa usare tecniche così adulatrici. Infatti, dopo aver tentato di prenderci per sfinimento, il “subdolo Capojiita” ha usato gli argomenti del cuore: insistiamo nel fargli un torto? Giammai, non si offende un amico. Quindi, vista anche l’ora tarda (sono le 10,30) e la volontà del “Capojiita” nel volersi a tutti i costi liberare di noi, accettiamo di dividerci:
    Diego ed Ivo andranno a Kruje per asfalto
    Io, Martino e Fiorenzo seguiremo invece la prima parte del programma, per cui anche il tratto del Rally d’Albania. :roll:
    Si parte e dobbiamo fidarci del solo navigatore di Martino.
    Fatti pochi chilometri di asfalto ecco che il nostro “Buon Pastore”, con grande sicurezza (orfani, è lui oggi il nostro “Team Leader”) imbocca con grande sicurezza una strada bianca che, partendo tranquilla ci invita a correre….. solo per poche centinaia di metri però; subito dopo, infatti, la strada cambia fondo e pendenze: un continuo susseguirsi e rincorrersi di gradoni rocciosi, sassi smossi di tutte le misure, canali di ghiaia, tornanti secchi, ripidi e ghiaiosi sino a raggiungere il crinale della montagna dove si acquieta e migliora anche il fondo

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    Si prosegue in un continuo saliscendi ed il fondo si alterna fra tratti discreti

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    ed altri a cui prestare più attenzione, come quando, stretta, la stradina corre in discesa proprio sulla cresta di un calanco per un centinaio di metri. Qui nessuna foto, troppo impegnato nello stringere le chiappe! :mrgreen:
    Lungo il percorso la strada attraversa coltivazioni di lavanda in fiore e l’aria è profumatissima. :)

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    Si prosegue, ma l’impegno del percorso ci obbliga a qualche breve sosta per “tirare il fiato”

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    Giunti ad Elbasan proseguiamo anche noi per asfalto sino a Kruje, concedendoci però un’altra piacevole sosta :-D

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    La strada verso Kruje, ad occhi attenti, diventa ora un pittoresco mosaico naturale formato da intrecci di rilievi montuosi, collinari e campestri: un bel viaggiare :wink: e giungiamo senza ulteriori stanchezze all’hotel e ad un’ora stranamente “bonoriva”, visto lo standard degli ultimi giorni: sono infatti solo le 17,30. Diego e Ivo sono arrivati da un bel pezzo e ci attendevano. Doccia e via veloci a visitare la città, il suo Bazar aperto sino alle 20 ed il suo Castello che, grazie alla favorevole posizione, presenta una panoramica molto estesa che spazia tra il mare Adriatico e Tirana la quale dista solo una trentina di chilometri.
    Ma questo aspetto è argomento del prossimo capitolo, sempre che abbiate la voglia e la pazienza di leggerlo.

    Giovedì 15/06/2017 – Kruje, il suo Bazar ed il Castello

    Alle 18,30 usciamo dall’hotel diretti al Castello che, visto dalla terrazza dell’hotel si presenta così:

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    Per raggiungere il Castello si deve attraversare il colorito Bazar ed è piacevole camminare fra le varie esposizioni di prodotti, anche se si respira una impostazione fatta tutta e solo in funzione del turista, ivi compresa una “finta atmosfera di antica e genuina artigianalità”. Ma va bene così, godiamoci questo lento incedere fra strattonate ed inviti ad entrare nei baracchini dai quali trasborda un mare di mercanzia

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    Camminando, camminando, camminando, giungiamo infine al Castello.

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    Sulla spianata sommitale si erge il mastodontico museo dedicato al patriota ed eroe nazionale Scandenberg (vero nome Giorgio Castriota), paladino della resistenza albanese contro gli ottomani

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    Completata la visita della rocca e delle costruzioni ivi presenti si scende

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    e si va alla ricerca di un posticino dove cenare

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    Rientrando all’hotel si ripassa per il Bazar; è tardi ormai. Il silenzio, i giochi di luce, le ombre ed il luccichio del selciato creano una diversa atmosfera e suggestione rispetto al brulicante fervore visto poche ore prima.

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    Solo adesso ci accorgiamo che anche l’Hotel presenta una sua caratteristica: lunghe trecce di aglio appese ai poggioli. Che ci sia anche qui il Conte Dracula?

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    Tutti a nanna che è tardi. Domani ci aspetta l’ultima tappa prima del rientro a casa, tappa tranquilla, sempre a detta del “Team Leader”, solo che quando l’ha detto si è notato un leggero movimento del suo naso…… :mrgreen:

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    Re: Viaggio in ALBANIA: ZEN Terapia in GERIATRIA

    Messaggio da anziano » lunedì 17 luglio 2017, 1:17

    Raid d’Albania – parte decima – l’avventura prosegue
    Venerdì 16/06/2017 Kruje – Argirocastro
    Pensiero ZEN: I maestri si limitano a spalancare le porte, il resto del cammino lo farai da solo



    Poiché doveva essere una tranquilla tappa di 198 Km. la partenza avviene prima del solito. Motivazione: arriviamo presto ed abbiamo il tempo di riposarci. È proprio vero che per essere “Team Leader” bisogna raccontarle che sembrino vere. :mrgreen:

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    Si parte. Pochissimi km. di asfalto e poi via, tutti con il martello pneumatico fra le mani, pardon, il manubrio della moto :mrgreen: . Un saltellare continuo fra sassi, scaglie, pozzanghere, gradoni rocciosi, sassoni piantati a terra tipo selciato, erba,….. fondo scivoloso, zero tempo per fare foto; solo una, della retroguardia alla costante rincorsa del “Capojiita”

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    Si sale, si scende, si risale e poi finalmente si scende. Incrociamo un camion di militari che impegna la stretta stradina: tutta la montagna è zona sotto controllo e protezione perché vecchio presidio militare ed era zona di depositi di munizioni e polveriere e qualcosa deve essere ancora rimasto vista la loro presenza.
    In uno slargo accostano e ci fanno passare. Il braccio alzato per salutarli e ringraziarli e via tutti belli in ordinata fila come paperotti al seguito di mamma papera.
    Giunti ad uno slargo panoramico ci fermiamo per ammirare il paesaggio e per riposarci un attimo

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    e mentre stiamo per risalire in sella alle nostre moto ecco che arriva anche il camion militare superato poco prima. Si ferma vicino a noi e l’autista, un civile, scende e ci saluta. Parla bene l’italiano perché ha lavorato alcuni anni a Firenze. I due militari con lui capiscono anche loro la nostra lingua ma non la parlano o non la vogliono parlare. Sono però simpatici.

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    Nello scendere lungo la sconnessa strada avevo perso un sacchetto male assicurato alla moto con dentro un lucchetto e la catena antifurto. L’autista l’aveva trovata e me l’ha riconsegnata. Ridendo mi dice che avanza una birra. Ci mancherebbe: birra per tutti, se la meritano, eccome. Il valore della catena e lucchetto in acciai speciali mi sono costati 130 Euro e non vuoi che paghi loro una birra che qui costa massimo 1 Euro?
    Scendiamo assieme e qualche chilometro dopo ci fermiamo in un bar. Si chiacchiera, si beve e si ride in compagnia.
    Alla fine ci salutiamo

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    e proseguiamo il nostro viaggio in tutta tranquillità: ora sì che si può dire finalmente una tappa tranquilla!
    Arriviamo a Scutari e qui il nostro raid può praticamente dirsi concluso, salvo il rientro. Il rientro appunto….
    Alla prossima ed ultima puntata per chi avrà voglia di scoprire cosa ci riservava il viaggio di rientro.

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    Re: Viaggio in ALBANIA: ZEN Terapia in GERIATRIA

    Messaggio da anziano » lunedì 17 luglio 2017, 1:34

    Raid d’Albania – parte undicesima – l’avventura sta per finire

    Sabato 17/6/2017 – Domenica 18/6/2017 – Scutari – rientro a casa.

    Pensiero ZEN: Il segreto della vita è morire giovani, ma il più tardi possibile
    [/
    b]


    Decidiamo di partire di buon’ora, alle 6,30. Si viaggia col fresco e calcoliamo, facendo tutta un’unica “tirata”, di arrivare a casa entro la mezzanotte o giù di lì, ora più, ora meno.
    Queste le intenzioni……
    Sistemati i bagagli, oliate le catene, verificato l’olio del motore ore 6,45 si parte.
    Tranquilli e senza intoppi sino alla frontiera di Hani i Hoti dove, purtroppo, troviamo un po' di fila e qualche lungaggine nei controlli, sia alla dogana albanese in uscita ma, soprattutto, a quella macedone in entrata.

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    Finalmente, dopo circa 45 minuti di attesa, si passano i due controlli e siamo in territorio Macedone; per velocizzare il rientro decidiamo di prendere la strada interna E762, veloce, scorrevole e sicuramente meno trafficata della costiera. E così è. Si viaggia lisci, velocità costante e nel rispetto dei limiti anche perché incrociamo parecchie pattuglie di polizia, alcune munite anche di laser.
    Ore 9,45: all’altezza della cittadina di Niksic l’imprevisto. Distratto dal panorama, il nostro “Buon Pastore” non s’avvede di un grosso masso sulla carreggiata e lo centra in pieno: scoppia la gomma anteriore, perde il controllo del mezzo e carambola a lato strada. Martino è contuso ed in stato confusionale per la caduta ma sembra non avere nulla di rotto; la moto, invece, è danneggiata in modo tale da non poter proseguire il viaggio.

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    Le auto di passaggio si fermano e dopo pochi minuti interviene anche una pattuglia della polizia. Dopo altri minuti finalmente anche l’ambulanza. Mentre attendevamo l’ambulanza, parlando in inglese, cerchiamo di far capire ai poliziotti che sono stati i sassi sulla carreggiata la causa della caduta del nostro amico e che nessuna persona terza o mezzo risultano essere stati coinvolti. I poliziotti alzano le spalle ed ignorano le nostre indicazioni e fanno foto nel punto in cui la carreggiata è sgombra di sassi. Allora vogliamo farle anche noi usando i cellulari, ma mettendo in evidenza che i sassi ci sono, eccome: nasce una discussione e ci intimano di mettere via i telefonini. Nel frattempo arriva l’ambulanza e Martino è portato in ospedale per accertamenti perché c’è la paura di traumi interni. Ivo e Fiorenzo rimangono sul luogo della caduta e portano la moto presso una famiglia vicina. Io e Diego seguiamo l’ambulanza all’ospedale di Niksic. Qui visita, TAC, Ecografia, elettrocardiogramma, esami del sangue per vedere se aveva bevuto o assunto droghe ed infine visita neurologica: tutto a posto. Verso le 13 Martino viene dimesso ma viene però immediatamente preso in carico dalla polizia che gli ha sequestrato i documenti perché sostiene che viaggiava a 130 km/h in un tratto di strada dove il limite è di 80 km/h. Il bello è che questo fatto lo hanno anche formalizzato nel verbale di incidente, senza alcuna prova documentale. A nulla valgono le nostre proteste. Pur non essendoci parti terze coinvolte e l’unico danno, a parte la moto, risulta essere un paletto catarifrangente di plastica divelto,

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    Martino viene trasferito alla centrale di polizia e viene lasciato in una stanza, guardato a vista e a noi è impedito di rimanere con lui. In uno stentato inglese ci dicono che è tutto a posto, non ci sono problemi e che ci vuole tempo per il verbale finale; ci invitano quindi a ritornare alle 15 quando ci sarà lo “Chef”.
    Ritorniamo alle 14,45, certi che la questione si sia nel frattempo risolta: pia illusione. Martino a digiuno, solo acqua e controllato a vista anche quando si è recato in bagno. Però! Non sapevamo di aver una specie di Totò Rijna con noi.
    Solo alle 16 qualcosa si muove: Martino viene prelevato dal capo della polizia e da altri due agenti e lo conducono in un’altra ala dell’edificio. “Thirty minutes” ci dice il poliziotto “chef” e NON ci permette di seguirlo. Non ci hanno detto che, uscito per un’altra porta, lo hanno invece caricato in auto e portato in tribunale davanti al giudice assieme al quale c’era un interprete ed un perito: DOVEVA ESSERE PROCESSATO!
    E noi ad attenderlo pensando fosse solo una formalità che doveva essere sbrigata in altra stanza. Passano i 30 minuti e cominciamo a chiedere: nessuna risposta, non si può andare a chiedere o disturbare. Passano altri 15 minuti e alla nostra insistenza stessa risposta. E così ad ogni intervallo di 15 minuti sino a che non mi hanno fatto accomodare fuori perché non rompessi più…..
    Alle 17,30 un’auto della polizia entra nel cortile della stazione e scende Martino. Stupore. E lì Martino ci racconta tutto: di aver subito un processo e di essere stato assolto. Incazzatura per il trattamento ma anche sollievo per l’avvenuta risoluzione.
    Però non ce lo leva dalla testa nessuno che Martino è stato scagionato unicamente perché Egli ha dichiarato al giudice che non vuole intentare alcun risarcimento verso lo Stato Macedone per incuria stradale ma desiderava solo ritornare a casa. Infatti, dopo questa sua affermazione il perito ha dichiarato che la sua vecchia Honda XL non poteva viaggiare a 130 km/h, che sulla strada c’erano sassi, che il cartello segnalatore di caduta massi non rispettava la distanza di 250 metri prevista dal loro codice della strada rispetto al luogo di caduta, etc., etc., etc...
    RICORDATEVELO: al di là del problema linguistico di esprimersi e capire, in quei paesi non si ha nessuna tutela. Se poi avete l’ardire di insistete e/o protestate usano mezzi di coercizione psicologica, come nel caso di Martino al quale continuavano a mostrare i polsi incrociati, tipico di chi viene ammanettato.
    Alle 17,50 finalmente Martino viene lasciato libero e si può ritornare a casa. La sua moto è lasciata in deposito presso la famiglia vicina al luogo della caduta; si rimescolano i bagagli per fare posto sulla moto di Fiorenzo e …….. via veloci da questa terra che ci ha lasciato un pessimo biglietto da visita.
    La nostra tabella di marcia viene completamente riformulata: impensabile fare tutta una “tirata” sino a casa, siamo stanchi ma più che altro stressati dalle tensioni della giornata; Martino poi comincia a sentire le contusioni conseguenza della caduta ma stoicamente stringe i denti. Dopo oltre tre ore di viaggio alle 22 circa nell’area di MAKARSKA, ad una cinquantina di chilometri a sud di Spalato e ci fermiamo a dormire.
    Tratto di sabato 17/6/017
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    Il mattino successivo, infastiditi da un forte vento di bora, riprendiamo il viaggio di rientro a casa.

    Tratto di domenica 18/6/18
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    La tersa giornata ci fa godere dei bei panorami costieri

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    Alle 19 arriviamo finalmente a casa di Martino e lo “lasciamo in consegna alla Mamma“ che lo reguardisce (eufemismo :mrgreen: )
    Qui la nostra avventura può dirsi veramente finita: ora tutti alle proprie residenze.

    Epilogo finale

    È proprio vero che l’assassino ritorna sempre sul luogo del delitto….

    La moto di Martino viene recuperata nei giorni successivi con un apposito viaggio in auto. In quell’occasione i compagni di merende di Martino sono stati Ivo e Fiorenzo.

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    E anche per loro tre se la fatica è tanta il corpo non deve soffrire

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    E qui termina questo diario di viaggio che, spero, non vi abbia annoiato.
    Colgo invece l’occasione per esprimere pubblicamente un sentito, profondo grazie ed un caloroso abbraccio ai miei compagni di viaggio, persone rare e splendide alle quali dedico questo.

    Pensiero ZEN: Non esistono amici privi di difetti; cercando in loro le imperfezioni rimarrai senza amici

    E chiudo questa avventura geriatrica parafrasando la celeberrima espressione dell’Ispettore Nick Carter nei fumetti di Alan Ford: “È tutto bene quel che finisce bene e l’ultimo chiuda la porta.”

    E per chi non l’avesse ancora capito, io sono Stanislao Moulinsky in uno dei suoi più riusciti travestimenti: quello dell’Anziano
    Con il suo ultimo

    pensiero ZEN: Nessuno torna da un viaggio come prima di partire


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    Re: Viaggio in ALBANIA: ZEN Terapia in GERIATRIA

    Messaggio da dido64 » lunedì 17 luglio 2017, 9:33

    ....bisogna ripartire...!!!!!grande Aldo bravo bello il report! ...dopo la mia piccola disavventura,mi hai fatto rivivere tutti i bei momenti in compagnia e in moto del giro! grazie

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    Re: Viaggio in ALBANIA: ZEN Terapia in GERIATRIA

    Messaggio da Loredana » lunedì 17 luglio 2017, 10:49

    anziano!! bellissimo racconto.. letto tutto d'un fiato... bello bello bello!!

    .. stupendi paesaggi oltre che meravigliosi personaggi !!

    ..siete stati tutti mitici, ma permettetimi di inviare tanti baci al nostro didolone..!!

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    Re: Viaggio in ALBANIA: ZEN Terapia in GERIATRIA

    Messaggio da Gian » lunedì 17 luglio 2017, 11:22

    bel report Aldo, io comunque fossi in Dido una segnalazione alla Farnesina la farei
    Non è possibile essere trattati in questo modo in un paese tutto sommato amico,
    anche se purtroppo le esperienze del Giampy e amici ce lo possono confermare :evil:
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    Una volta all’anno, visita un posto dove non sei mai stato prima!

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    Re: Viaggio in ALBANIA: ZEN Terapia in GERIATRIA

    Messaggio da matteopista » lunedì 17 luglio 2017, 11:23

    complimenti a tutti voi, bellissimo viaggio e racconto stupendo...brave anche le moto,soprattutto le "vecchiette" ....
    A chi che no ghe piase el vin , che Dio ghe toga anca l'aqua.
    I dolori xe come i schei: chi che li ga se li tien.

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    Re: Viaggio in ALBANIA: ZEN Terapia in GERIATRIA

    Messaggio da dido64 » lunedì 17 luglio 2017, 13:49

    Gian ha scritto:
    lunedì 17 luglio 2017, 11:22
    bel report Aldo, io comunque fossi in Dido una segnalazione alla Farnesina la farei
    Non è possibile essere trattati in questo modo in un paese tutto sommato amico,
    anche se purtroppo le esperienze del Giampy e amici ce lo possono confermare :evil:
    ciao gian, potevi aspettare venerdi che passavo in qualche modo a caricarti... Ho visto e parlato con Giovanni dell'incidende in marocco; a lui è andata molto peggio di me, ma grazie all'aiuto degli amici è riuscito ad arrivare a casa. Anche a lui la polizia non ha rilasciato i verbali,con tutte le conseguenze del caso, e le ambasciate, fanno quel che possono ..con qualche distinguo. Bisogna partire preparati al peggio , avere, assicurazioni(....anche non on line e/o telefoniche ), soldi(qualcosa di più di quel che serve), fortuna(che non guasta mai), partire in compagnia di amici(angeli custodi in carne e ossa), una mano protettrice(per chi ci crede e/o anche per chi non ci crede), e infine,pregare che non succeda niente, e avere la possibilità di raccontarlo. In bocca al lupo uligio.

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    Re: Viaggio in ALBANIA: ZEN Terapia in GERIATRIA

    Messaggio da pao » lunedì 17 luglio 2017, 14:30

    fantastico report, dido accidenti che paura!
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    Re: Viaggio in ALBANIA: ZEN Terapia in GERIATRIA

    Messaggio da tony52 » lunedì 17 luglio 2017, 15:34

    un SUPERMEGASTRAORDINARIOOOOOOOOOOO REPORT..bellissimo e con una sana invidia....bravi bravi :-D e tanti auguroni a MARTINO.
    ImmagineTONY MANERO

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    Re: Viaggio in ALBANIA: ZEN Terapia in GERIATRIA

    Messaggio da Diego » martedì 18 luglio 2017, 19:05

    Aldo, gran successo del tuo racconto anche presso gli amici bmwisti :-D :lol: :-D :lol:

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    Re: Viaggio in ALBANIA: ZEN Terapia in GERIATRIA

    Messaggio da dido64 » martedì 18 luglio 2017, 21:27

    Diego ha scritto:
    martedì 18 luglio 2017, 19:05
    Aldo, gran successo del tuo racconto anche presso gli amici bmwisti :-D :lol: :-D :lol:

    ma dove hai inserito il racconto in quellidellelica??

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    Re: Viaggio in ALBANIA: ZEN Terapia in GERIATRIA

    Messaggio da pao » martedì 18 luglio 2017, 23:12

    dido sei fregato, ora gli amici griffati scopriranno che usi anche le jap ....
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    Re: Viaggio in ALBANIA: ZEN Terapia in GERIATRIA

    Messaggio da MV » mercoledì 19 luglio 2017, 0:12

    Gran BEL report Aldo complimenti, e complimenti a tutti i partecipanti e motorette Jap :wink:
    Gran bella storia la vostra 8/
    i cavalli sono come i soldi.... NON bastano MAI !!!

    Qualsiasi Sport è MERAVIGLIOSO finchè è amatoriale poi NON è più Sport !!!

    Si impara fino alla Bara !!!

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    Re: Viaggio in ALBANIA: ZEN Terapia in GERIATRIA

    Messaggio da BOCIA » mercoledì 19 luglio 2017, 12:32

    bel report ragazzi. bel ricordo del viaggio che abbiamo fatto a maggio in senso contrario rispetto al vostro.
    mi spiace per Dido, a lui è andata decisamente peggio, rispetto alla mia caduta con la quale o rimediato una piccola frattura alla mano che mi ha concesso però di rientrare in Italia con la moto.
    Un bel giretto a Lourdes penso ci stà...............
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    Re: Viaggio in ALBANIA: ZEN Terapia in GERIATRIA

    Messaggio da hilary » mercoledì 19 luglio 2017, 22:05

    Hei giovanotti siete fuggiti dal reparto geriatrico per vedere se in Albania trovate un posto tranquillo in qualche ospizio? Se l'avete trovato fermatene uno anche per me :lol: :lol: :lol: Dai che scherzo, avete vissuto una bellissima avventura a parte la disavventura di Martino che mi sembra sia andata anche bene nonostante tutte le peripezie. Aldo hai fatto un report coi fiocchi e contro fiocchi bravissimo :-D :-D :-D
    le emozioni riempiono di vita gli attimi

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    Re: Viaggio in ALBANIA: ZEN Terapia in GERIATRIA

    Messaggio da cesare » venerdì 21 luglio 2017, 0:54

    caspita che viaggio raccontato molto bene ed appasionante non avevo riconosciuto le massime di nik carter bravo e bravi, il finale poi con il botto come in un film d'avventura ( per fortuna senza gravi conseguenze ) di sicuro indimenticabile . . dateci altre info tipo ospitalita delle genti o come si sono comportate le moto costi 8/ sono un tipo curioso lo so :lol:
    non e' mai troppo tardi

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